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Ipercolesterolemie

Le ipercolesterolemie: frequenza e inquadarmento diagnostico

Tiziana Sampietro

 

Procedimento diagnostico

 

Di fronte ad un’ipercolesterolemia - ancora per un momento accettata come determinante principale di una dislipidemia - la prima cosa da fare è escludere che l’alterazione sia secondaria ad altre malattie. Nella pratica clinica si deve usare particolare attenzione nell’escludere forme secondarie a ipofunzione tiroidea (anche nella forma subclinica), molto frequente specialmente nelle donne in fase peri e post-menopausale.

L’ipercolesterolemia secondaria alle altre forme morbose elencate nella tabella non necessita ulteriori commenti.

Le malattie ereditarie che riguardano il "colesterolo e I trigliceridi " sono le più frequenti in assoluto; interessano una gran parte della popolazione generale, in un ordine di grandezza simile al diabete o all’ipertensione due malattie diffuse e riconosciute come croniche e invalidanti, alla base di molti casi di complicanze cardiovascolari.

Le forme più importanti di dislipidemie ereditarie sono state descritte in epoca relativamente recente, nei primi anni ’70 alcune, altre nei primi anni ‘80; la loro nosologia è in continua revisione e aggiornamento. Si possono considerare "nuove" alla conoscenza medica. Non può fare perciò meraviglia se nonostante la loro frequenza esse sono ancora difficilmente diagnosticate. E’ assolutamente raro che un paziente lasci uno studio medico o una corsia ospedaliera con la diagnosi di "ipercolestereolemia familiare combinata" ad oggi la forma più comune poichè interressa quasi il 3% della popoloazione generale e circa il 30 % dei sopravvissuti all’ infarto del miocardio prima dei 60 anni.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 18 Novembre 2010 08:33 )